mercoledì 27 dicembre 2017

Fisso avanti


Guardo avanti perché ciò che ho dietro mi fa male. Non quel male fisico come un dito schiacciato sotto un martello o come un dito in occhio, parlo di un dolore simile alla carezza mai ricevuta, alla medicina mai presa. Si, forse non è un dolore ciò che provo è solo rimorso. Ho sempre scelto di essere burbero, di far vedere di me un'immagine grigia priva di colori che esprimessero delle emozioni. Non ho mai gridato a favore di altri il mio apprezzamento, per debolezza; il mio amore, per pudore; la mia solitudine, per orgoglio. Oggi cammino e come una marcia costante tengo un passo che mi dia la dignità che tante volte non mi sento riconosciuta, per il mio traballare, per la mia goffaggine, per la mia espressione di anziano.
Io oggi a chi corre veloce dico di stare attenti a non gettarmi a terra, di guardarmi con la dignità che mi spetta...perché io, con lo stecchino o senza, sono il vostro futuro.

lunedì 25 dicembre 2017

L'artista


Le gocce della fontana lo sfioravano quel tanto da chiamarlo in presenza, ma lui si era già smarrito. Lo ritrovarono non molto distante dentro al sentiero appena disegnato.

lunedì 3 luglio 2017

Anche il tempo poi riposa


Sembra strano ma è seduto, sulla strada del destino,
ciò che stringe nella mano non è un legno, ma il ricordo di un bambino.
Lui dimentica il presente ma ricorda il suo passato,
lui ripensa col sorriso a ciò che era abituato.
La compagna di una vita, che non lo accompagna più,
la speranza di trovarla in un altro dejavu....
Sembra strano ma è seduto, sulla strada del destino,
ciò che indossa non son scarpe ma il ricordo di un bambino.
Lui ricorda le sue corse, per rincorrere il futuro,
lui riflette sugli errori che lo resero più duro.
Agli amici ormai dispersi nella terra seminati,
e come per ogni seme, lui gli pensa già rinati.
Sembra strano ma è seduto, sulla strada del destino,
ciò che vedono i suoi occhi non è buio, ma il ricordo di un bambino.
Lui rivede nel suo cuore, ciò che l'occhio non raggiunge,
lui la gioia solo vuole e il dolore lo respinge.
Il suo corpo è reso stanco, la cadenza bisognosa
"ora basta qua mi fermo"...anche il tempo poi riposa...

Giuseppe Mammoli