Guardo avanti perché ciò che ho dietro mi fa male. Non quel male fisico come un dito schiacciato sotto un martello o come un dito in occhio, parlo di un dolore simile alla carezza mai ricevuta, alla medicina mai presa. Si, forse non è un dolore ciò che provo è solo rimorso. Ho sempre scelto di essere burbero, di far vedere di me un'immagine grigia priva di colori che esprimessero delle emozioni. Non ho mai gridato a favore di altri il mio apprezzamento, per debolezza; il mio amore, per pudore; la mia solitudine, per orgoglio. Oggi cammino e come una marcia costante tengo un passo che mi dia la dignità che tante volte non mi sento riconosciuta, per il mio traballare, per la mia goffaggine, per la mia espressione di anziano.
Io oggi a chi corre veloce dico di stare attenti a non gettarmi a terra, di guardarmi con la dignità che mi spetta...perché io, con lo stecchino o senza, sono il vostro futuro.
Io oggi a chi corre veloce dico di stare attenti a non gettarmi a terra, di guardarmi con la dignità che mi spetta...perché io, con lo stecchino o senza, sono il vostro futuro.